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Assenteismo

Per i datori di lavoro l’assenteismo di uno o più dipendenti può creare problemi di produttività e redditività ad un’azienda.

I casi di assenteismo più comuni possono essere: la finta malattia, l’abuso dei permessi legge 104, il doppio lavoro, le assenze ingiustificate; queste sono alcuni casi che se dimostrati possono portare al licenziamento per giusta causa del dipendente.

La legge prevede che un dipendente può, legittimamente assentarsi dal lavoro per molteplici ragioni che possono essere, familiari, personali o di salute.

Quando l’assentarsi di uno o più dipendenti diventa routine, si può nasconde altro, ad esempio un secondo lavoro, il prolungamento di weekend e ferie, la simulazione di accudimento di un familiare (legge 104); ecco che dianzi a quanto esposto l’azienda può ricorrere a soluzioni drastiche come il licenziamento per giusta causa.

La Cassazione si è espressa più volte sull’argomento:

  • sentenza n. 8373 del 4 aprile 2018, la Corte di Cassazione ribadisce la legittimità del ricorso all’agenzia investigativa da parte del datore di lavoro per accertare il mancato svolgimento dell’attività lavorativa da parte dei dipendenti. Precisando la lecita di avvalersi dell’investigatore privato solo qualora il controllo non sconfini nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria (riservata dallo Statuto dei Lavoratori al datore di lavoro stesso ed ai suoi collaboratori). L’indagine può, invece, accertare “le cause dell’assenza del dipendente dal luogo di lavoro concernenti appunto il mancato svolgimento dell’attività lavorativa da compiersi anche all’esterno della struttura aziendale”.
  • sentenza n. 4984/14, emanata dalla Sezione Lavoro della Cassazione, aveva statuito la liceità da parte del datore di lavoro di rivolgersi ad un investigatore privato o ad un’agenzia investigativa a tutela del patrimonio aziendale, per verificare se il dipendente, che usufruisce dei permessi concessi dalla legge 104/1992, stia beneficiando correttamente di un permesso concesso e disciplinato dal diritto, o se piuttosto stia commettendo un illecito a danno del datore di lavoro e della collettività.

In sostanza sarà, compito dell’agenzia investigativa raccogliere, attraverso i propri investigatori privati qualificati, tutte le informazioni e le prove utili da presentare in sede di giudizio. In questo modo il datore di lavoro potrà procedere legalmente nei confronti del dipendente infedele forte del cosiddetto dossier investigativo. Tale documento, redatto dall’agenzia a fine mandato, ha lo scopo di raccogliere le prove a sostegno della posizione del datore di lavoro e, soprattutto, ha valore probatorio in ambito processuale.

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